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Teatro Sociale di Sondrio
Piazza Garibaldi, Sondrio
T 0342 526 255 / 0342 526 320
T 0342 350 401 Biglietteria - risponde solo nelle date degli eventi
info@teatrosocialesondrio.it

La storia



C’era una volta un teatro. Anzi, un Teatro Sociale, come voleva la denominazione in uso a quel tempo. E “sociali” lo erano davvero, questi teatri che tra Settecento e Ottocento cominciarono a punteggiare le città più periferiche d’Italia.
Erano sociali perché nascevano su impulso e grazie al contributo della meglio società dell’epoca, che si tassava per realizzarli e per avere un luogo di ritrovo, dove assistere a spettacoli, ma anche organizzare balli, partite di carte, incontri vari.
Anche la storia del Teatro di Sondrio nasce da questa esigenza, nei primi decenni dell’Ottocento, in piena restaurazione. Sondrio è appena diventata capoluogo della provincia sotto la dominazione asburgica, ma non è ancora assurta al rango di città regia.
Il governo austriaco mette mano alla architettura urbanistica, anche perché la popolazione va man mano crescendo, ma qualcosa manca, alla città, per scrollarsi di dosso un po’ della polvere della campagna che alzavano gli zoccoli dei cavalli che entravano nella “Piazza Nuova”.

E la soluzione venne trovata da Gaudenzio De Pagave, Imperial Regio delegato della provincia di Sondrio e nobiluomo di antica famiglia spagnola, inviato dal governo austriaco a essere “correttor dell’abduan paese”, come disse poi Pietro Martire Rusconi nell’ode a lui dedicata. De Pagave, appassionato di architettura e ingegneria (diresse con Donegani i lavori della strada dello Stelvio e successivamente dello Spluga, intraprese la costruzione dell’Ospedale Civile di Sondrio…) promosse quindi una società dei palchettisti tra 26 abbienti famiglie sondriesi e individuò il progettista per il Teatro.
E non uno qualunque, ma il migliore che negli anni Venti dell’Ottocento si potesse trovare su piazza, praticamente un archistar, vale a dire Luigi Canonica, allievo di Piermarini, di cui di fatto prese il posto nella committenza dell’epoca, e alla cui progettazione si debbono molti teatri del nord Italia: il Carcano di Milano, il teatro della Società di Cremona, il teatro Grande di Brescia, i Teatri Sociali di Como e di Mantova…

Tra il 1820 e il 1824 venne quindi costruito (da un’impresa veronese) il Teatro Sociale di Sondrio, che svolse egregiamente la propria funzione di centro culturale e sociale della città sino all’occupazione militare delle truppe austriache nel 1848 e alla trasformazione in caserma, che lo rese inagibile sino al 1854; dopo la ristrutturazione l’attività riprese nel 1863, con “La sonnambula” di Vincenzo Bellini.

Tra eventi militari, requisizioni, incendi, il Teatro Sociale di Sondrio entrò nel Novecento marciando al ritmo delle rappresentazioni che scandivano le stagioni, con vasto repertorio operistico, sinfonico e teatrale di rango nazionale, ma anche ospitando veglioni e assemblee politiche.
Grandi festeggiamenti vennero riservati alla ricorrenza del centenario dalla fondazione, nel 1924, sinché i palchettisti proprietari si resero conto che il nuovo nemico del Teatro Sociale non era più l’esercito straniero, bensì il cinema, ormai passione di massa. I costi proibitivi della trasformazione del teatro onde poter ospitare anche le proiezioni cinematografiche indussero i proprietari a vendere l’immobile al Cav. Celestino Pedretti, che nel 1948, dopo una aggressiva ristrutturazione, riaprì il Cinema Teatro Pedretti alla città.

Del Teatro all’italiana realizzato da Canonica non restò altro che la facciata: i palchi, i ridotti, la platea a ferro di cavallo, le decorazioni sul soffitto, tutto venne sacrificato alla funzionalità di una sala a vocazione polifunzionale.

I residui dell’abbattimento delle strutture interne del teatro vennero stivati nei sotterranei, ciò che ha costituito una inaspettata scoperta nel corso della più recente ristrutturazione. Scelta fortuita, che però ha consentito di preservare l’originario interrato del teatro di Canonica, futuro ridotto del nuovo Teatro Sociale, e spazio fascinosissimo.



Dal 1948 il Cinema-Teatro ospitò rassegne liriche, musicali, teatrali, oltre a fungere ormai prevalentemente da sala cinematografica, sino alla chiusura per ragioni di sicurezza nel 2001.

Acquistato infine dalla Amministrazione Comunale, nel 2010 cominciarono i lavori di ristrutturazione per restituire il teatro alla città. Che, oggi che si alza il sipario, è chiamata alla sfida di far corrispondere il bisogno percepito di cultura attraverso lo spettacolo dal vivo in bisogno reale, rispondendo alle proposte e frequentando il teatro anche come luogo di socializzazione.

Proprio come facevano i sondriesi dell’Ottocento, che per primi si impegnarono perché il Teatro Sociale della città ne costituisse anche il principale centro culturale e sociale.








Curiosità e Numeri



Primo progettista: Luigi Canonica (1764-1844). Allievo di Giuseppe Piermarini, progettista del Teatro della Scala, a Canonica si debbono i progetti anche del teatro Carcano di Milano, del teatro della Società di Cremona, del teatro Grande di Brescia, dei Teatri Sociali di Como e di Mantova, oltre al progetto dell’Arena Civica di Milano.

Finanziatori del Teatro Sociale di Sondrio: 26 famiglie valtellinesi, riunite nella Società del teatro e successivamente proprietarie dei palchetti.

Luogo: Piazza Nuova (oggi Piazza Garibaldi)

Varianti in corso di prima realizzazione: tra le addizioni più curiose, la creazione di una ghiacciaia.

Piano economico: gli azionisti della Società del teatro misero a rendita l’immobile affittando il Caffè e le pertinenze.

Al primo piano del Teatro erano previste le salette per le attività dei palchettisti (biliardo, giochi d’azzardo, sala lettura…). Il loggione era destinato alla popolazione e ai servitori.

Data della prima inaugurazione: 22 gennaio 1824

Primo spettacolo andato in scena: Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. L’opera lirica venne replicata per otto stagioni e sarà la più rappresentata di sempre al Teatro.

Prima proiezione cinematografica al Teatro Sociale: 1897

Cessione del Teatro al Cav. Celestino Pedretti: 1940

Riapertura del “Cinema-Teatro Pedretti”: 1948

Secondo progettista: Arch. Ugo Martinola.

Rappresentazione per la riapertura: “La Traviata” di Giuseppe Verdi

Chiusura del Teatro Pedretti: 2001

Riapertura del Teatro Sociale: 26 settembre 2015

Terzo progettista: Ing. Nicola BerlucchiIng. Nicola Fumagalli

Rappresentazione per la riapertura: “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini (3 e 4 ottobre 2015).







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